Incontr’Ami_quando la promozione di biscotti diventa spunto di riflessione

Non ho la pretesa di sostenere che un piattino di biscotti messo a disposizione del pubblico curioso e affamato sia il mezzo per l’inizio di uno studio antropologico.

Però credetemi quando vi dico che quel piattino di biscotti, gratis, talvolta riesce a tirare fuori dalle persone istinti primordiali repressi da anni di esercizio alla “civiltà”.

Da produttrice artigianale di prodotti da forno biologici, senza lattosio, adoro avere l’opportunità di presentare i miei prodotti dolci e salati e spiegare come vengono realizzati.

Per questo, quando mi viene proposto di partecipare a qualche degustazione, fiera o evento, partecipo con entusiasmo poiché so che incontrerò amanti dei prodotti da forno, curiosi e affamati di saperne di più sugli ingredienti, sull’azienda e sulla filosofia con cui ogni giorno mettiamo le mani in pasta a “Le Furezze”.
Spesso ne nascono confronti che mi arricchiscono, sia come persona, sia come “biscottaia” professionista.

Alcune volte, sono incontri mordi (o per meglio dire “assaggia”) e fuggi. Altre volte, l’interlocutore degusta, chiede informazioni, talvolta anche molto tecniche su ingredienti e metodi di lavorazione, e l’incontro diventa uno scambio.

Ma talvolta gli incontri diventano spunti di riflessione sul genere umano! In questi momenti non esiste più la produttrice orgogliosa di quello che spiega o la biscottaia a cui brillano gli occhi quando parla dei propri biscotti, ma scende in campo Francesca, che con un po’ di English humour e infinita immaginazione, si trova a vivere delle scenette che fanno riflettere, altre ancora che fanno sbellicare dalle risate.

La signora di periferia, che assomiglia alla nonna di Cappuccetto Rosso, che nell’attimo in cui vede il piattino pieno, si trasforma nel lupo famelico. Agguanta il bottino e se ne va senza guardare nessuno negli occhi, con passo veloce e felpato; Il signore distinto, magari con giacca e cravatta, che con fare sornione e sorriso interessato, appena capisce che c’è la possibilità di uno spuntino, diventa un po’ come il Gollum, appiccicoso e pedante. Inizia a fare un sacco di domande nonsense giusto per non farti capire che sta per allungare la mano e agguantare il suo “tessssoroooo”. E poi se ne fugge via saltellante, guardandosi indietro soddisfatto.

In questa Rubrica, condividerò questi episodi con voi, uno ogni tanto, giusto per non bombardarvi di riflessioni (o non farvela fare sotto dalle risate!).

#PRIMO ASSAGGIO

Ad una fiera, nell’ora di punta, quando tutti corrono ad assaggiare qualsiasi cosa (nel vero senso del termine):
– “Signora, questo biscotto alla cannella è un po’ duro!” con tono saccente e un pò seccato.
– Io, mi giro verso la signora, che poteva benissimo essere la cugina della Sig.rina Rottermeier, guardo ciò che tiene tra le sue mani, finemente ingioiellate, e rispondo:
– “Signora, lei ha appena morso una stecca di cannella che era nel piattino come ingrediente espositivo. Le consiglierei di sputarla in un fazzoletto. La cannella presa in grandi quantità è tossica!”

La Signora imbarazzata, diventa mansueta come una capretta, e belando con le sue amiche, se ne trotterella via (e senza nemmeno dire “Ciao”).

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Talk to later!

F.I.

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